Gestione del ciclo dei rifiuti: riflessioni e proposte

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Categoria: Rifiuti
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waste managementNell’articolo precedente (..il quadro..) abbiamo voluto esprimere alcune considerazione sulla gestione dei rifiuti in modo da chiarire il nostro punto di vista sul tema per poter offrire una chiave di lettura del lavoro fatto sulle osservazioni al progetto di ampliamento della discarica. Vogliamo ora sottolineare l’importanza e l’esigenza di riprogettare la gestione del ciclo dei rifiuti fin da ora, in modo che non si ragioni per emergenze ma che ci sia una progettazione e una valutazione degli scenari possibili in cui le discariche sono solo una delle soluzioni possibili e comunque parziali.

 

 

 

E’ importante evidenziare che la diminuzione della produzione di rifiuti non è dovuta solamente alla crisi economica internazionale e ai conseguenti ridotti consumi di utenze domestiche e non domestiche: anche la raccolta differenziata vi sta giocando un ruolo cruciale. Differenziare bene e meglio è una delle strade che può gradualmente farci avvicinare all’obiettivo ideale dei ‘rifiuti zero’. Si tratta di un comportamento attivo delle comunità locali, che, in quanto tale, deve configurare le medesime come dei portatori di interessi più che legittimati a entrare nel circolo dei soggetti decisori di alto livello su tutta la filiera del rifiuto. In tal modo potrebbero competere con le lobbies dagli interessi divergenti e imporre ad esempio un ampliamento della gamma degli imballaggi riciclabili e, soprattutto, l’effettiva riduzione degli imballaggi stessi.

Oggi che la crisi economica sta alterando le dinamiche della G.D.O. (grande distribuzione organizzata), rispuntano imballaggi più piccoli per contenuti minori, così come aumenta il numero dei trasporti per quantità trasportata, causa le più prudenti commesse rivolte ai fornitori. Sono fenomeni regressivi, ma anche la spia di un approccio tattico e di corto respiro da parte di molti attori economici importanti, pronti a sacrificare quel poco di miglioramenti nel dossier ambiente che pure negli ultimi anni pre-crisi il movimento alterglobalista e la consapevolezza crescente dei consumatori aveva loro imposto.

Occorre pertanto unire più pratiche virtuose insieme: la raccolta differenziata ma anche il consumo critico, il coinvolgimento della popolazione per limitare la quantità di rifiuti, ma anche per farle svolgere una funzione di controllo attraverso l’attuazione di una piena trasparenza gestionale.La raccolta differenziata è anche un agire sintomatico di una comunità che muove i primi passi verso una rinnovata coscienza di sé, e cioè dell’essere un insieme coeso e non un mosaico caotico di individualità incoerenti fra loro. Questa coscienza di sé può progredire ulteriormente e impadronirsi, oltre che dell’appendice dei processi di produzione e sviluppo, quale può essere immaginato il settore dei rifiuti, anche del cuore di tali processi, e cioè il modello.

Nell’integrazione fra riappropriazione del modello di sviluppo, o forse meglio di de-sviluppo, e gestione dei rifiuti, è la chiave di una loro gestione davvero ‘integrata’, perché integrata nel corpo di una società che diventi realmente ‘democratica’, in altre parole, effettivamente moderna.

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