Produciamo troppa energia

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"Il consumo di elettricità è sceso del 6,7% nel 2009, più del PIL che è sceso del 5,1%. Non si tornerà ai livelli di consumo del 2007 prima del 2020." "Non c'è spazio industriale ne per tornare al nucleare,ne per costruire nuove centrali convenzionali o per rigassificatori." Questo è quanto affermano Andrea Bartolini e Andrea di Stefano nel loro articolo "Produciamo troppa energia" raccontando la situazione a Maggio 2010.eletricity generation source

A che serve quindi costruire nuove centrali? Informazioni interessanti si possono trovare sul sito del MInistero dello Sviluppo Economico dove vengono illustrati i piani di sviluppo per il nostro paese. Viene presentato il grande progetto secondo il quale l'Italia viene candidata ad essere L'hub del gas per l'europa. Oltre ai gasdotti che tutti conosciamo, sono in progetto o in fase di realizzazione diversi altri progetti tra cui gasdotti e rigassificatori. Questo farà si che il nostro territorio verrà sventrato per la canalizzazione di tutta questa energia verso l'europa. Con tutta questa quantità di gas che circola per il paese è difficle pensare che le aziende che commerciano in gas non incentivino la realizzazione di impianti che lo sfruttano nelle vicinanze. Ricordo che i gasdotti sono molto costosi, e così è facile che magari nascano delle pseudo alleanze tra vari soggetti del settore energetico ed è facile trovare gli stessi azionesti in molte aziende. Dopotutto é più facile trasportare energia elettrica in una rete già esistente, ad esempio fino in Francia, che traforare una montagna per interrare un tubo. Naturamente, in tutto questo, non si tiene conto dei costi ambientali e sanitari a cui è soggetto un paese in relazione alle sue necessità di energia. Per facilitare le cose e rendere tutto ambiguo e arbitrario non si è previsto neanche un Piano Energetico Nazionale e si lascia gioco libero alle aziende nel proporre impianti in tutto il terrtitorio a loro discrezione, contrastando i PEAR e lasciando la competenza di decisione al Ministero. Tutto questo genera meccanismi poco chiari e poco razionali per lo sfruttamento delle risorse, che nella fase storica di scarsità che attualmente  viviamo non è sicuramente meritevole per un governo che dovrebbe pensare a costruirsi una autosufficenza nazionale e una maggiorazione di costi pubblici per la gestione di tutti questi progetti. Nel caso che gli impianti si facciano o meno si genera sempre quel meccanismo, oramai troppo usato nel nostro paese, di Privatizzazione dei profitti e Socializzazione delle perdite. Tutto questo viene aggravato con l'applicazione degli incentivi statali per le fonti rinnovabili a quegli impianti che utilizzano altre fonti in contrasto con quanto ci indica la Comunità Europea.

La consapevolezza è il primo passo.

Marco Giuliani

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